
LA RICERCA
Com'è nata e in cosa consiste
la mia ricerca sui principi
dell'esecuzione e dello studio
del pianoforte

Ho in mente un piano è nata nei primi anni 2000, quando cominciai a insegnare stabilmente pianoforte in conservatorio.
Non ci volle molto a rendermi conto che saper suonare piuttosto bene non era sufficiente per insegnare con efficacia. È vero: avevo superato la difficile selezione del concorso a cattedre e questo significava essere ufficialmente riconosciuto all'altezza del compito.
A ben vedere, però, il mio rapporto col pianoforte era basato in gran parte sull'istinto, vale a dire che non ero veramente in grado di spiegare come riuscissi a fare quello che facevo. Inoltre nel mio modo di suonare c'erano molte cose buone, alcune così così, ma anche altre che non mi soddisfacevano... e che avevo imparato a nascondere accuratamente. Avevo sempre pensato che questo dipendesse dai miei limiti psicofisici o neuro-muscolari e che non ci fosse molto da fare.
Ma ora si trattava di insegnare! Immaginavo di trovarmi davanti a uno studente sinceramente appassionato e disposto a dedicare lunghe sedute quotidiane allo studio, ma che non riusciva a superare una particolare difficoltà. che invece per me non rappresentava un problema. Come mi sarei comportato? Mi sarei limitato a dire «studia di più» oppure «guarda un po' come faccio io» senza dare troppe spiegazioni?
Una cosa simile era successa a me più volte quand'ero studente e non aveva funzionato, cioè non avevo risolto il problema, ma nella migliore delle ipotesi avevo imparato a nasconderlo o a evitarlo.
Io volevo poter dare delle risposte e perciò avevo bisogno di capire perché certe cose funzionassero mentre altre invece no.
Presi così a studiare trattati sulla tecnica e sulla didattica del pianoforte: trovai una miniera di informazioni, ma soprattutto cominciai a conoscere i principi fondamentali dell’esecuzione... e scoprii che il mio approccio al pianoforte spesso non li rispettava.
Per correggere i difetti decisi di lavorare su di me e sul mio approccio al pianoforte, ripartendo dai più semplici esercizi tecnici per poi procedere un passo alla volta alla riconquista dei brani più complessi del repertorio. Questo processo ha richiesto anni di studio e molta pazienza e non sono mancati i momenti di difficoltà e di crisi.

Oggi posso dire che questo percorso mi ha portato molto al di là delle aspettative. Ero partito dal desiderio di elaborare un buon metodo di insegnamento e mi sono ritrovato immerso in una profonda revisione del mio rapporto con la musica, non solo con il pianoforte.
Mi sento finalmente connesso con la mia parte artistica, i miei limiti tecnici si sono enormemente ridimensionati, sono molto migliorato, sia come pianista sia come insegnante e questa evoluzione semplicemente non si è più fermata!
